REGALI PUBBLICI ALL’INSAPUTA DEI CONTRIBUENTI

Tutti ricorderanno l'imponente incendio che il 19 novembre dello scorso anno ha distrutto parzialmente il fabbricato sede del Circolo ACLI di Colloro; meno noti o forse del tutto sconosciuti sono invece alcuni fatti inerenti e successivi a quell'evento che hanno coinvolto l'operato dell'Amministrazione comunale, e che per questa ragione meritano di essere resi pubblici.


La nostra narrazione inizia con la Delibera di Giunta n. 108 del 20 novembre 2015, con la quale si affidavano in uso temporaneo all'ASSOCIAZIONE CIRCOLO ACLI DI COLLORO i locali al piano terra dell'edificio comunale sede dell'ex asilo di Colloro, in modo che questa potesse continuare a svolgere la propria attività "istituzionale". Contrariamente però a quanto indicato nella delibera citata, non risulta essere mai stato stipulato tra Comune e affidatario un contratto di comodato che avrebbe consentito di delineare in maniera puntuale e trasparente le condizioni per l'utilizzo dello stabile; proprio questa grave omissione, sintomatica di un modo di amministrare la cosa pubblica volutamente raffazzonato e , per così dire, "informale", e', a nostro avviso, la fonte del problema principale che con questo articolo vogliamo denunciare: l'onere a carico del bilancio pubblico delle utenze di luce e gas relative a tutto il periodo il cui il Circolo ha operato all'interno dell'ex asilo.


Come si può vedere dai dati riportati nella tabella sottostante, in concomitanza con il periodo che va dal 19 novembre 2015, data dell'incendio, al 17 marzo 2016, giorno della riapertura del Circolo nella propria sede originaria, le spese per l'energia elettrica crescono esponenzialmente proprio nel sesto bimestre del 2015 e nei primi due bimestri del 2016, raggiungendo la somma totale di circa 1.150 euro; per quanto riguarda i consumi di gas metano, balza invece all'occhio la fattura di conguaglio del 07 giugno 2016 di circa 2.400 euro, una cifra che non trova eguali nelle 16 fatture precedenti prese in esame.


Ora, accertato che ad oggi non risulta che tali costi siano stati rimborsati, anche solo parzialmente, dal Circolo ACLI di Colloro, non possiamo che mettere un primo punto fermo in questa vicenda: siamo di fronte all'ennesimo esempio di gestione opaca e discrezionale del denaro pubblico da parte delle Amministrazioni Monti, che per l'occasione assume la forma di una elargizione indiretta ad un ente che, nei fatti, svolge anche un'attività' commerciale, per giunta senza che i cittadini siano stati, prima d'ora, portati a conoscenza di questa regalia.


Una seconda considerazione, che si impone a chi non voglia mettere la testa sotto la sabbia, e' che la condotta dell'Amministrazione comunale è aggravata da evidenti situazioni di conflitto di interesse che coinvolgono nello specifico il Sindaco Monti e l'assessore Pella; il primo, infatti, è contitolare dell'omonimo studio tecnico che, meno di un decennio fa, ha curato la ristrutturazione dello stabile del Circolo e che ora si è occupato di progettare la ricostruzione dello stesso, mentre il secondo e' un componente di primo piano del Direttivo dell' associazione.


Episodi come quelli descritti sopra contribuiscono a spiegare perché, in questo Comune come in altre realtà politico-amministrative della nostra Penisola, l'alternanza e il ricambio delle classi dirigenti si dimostrino di difficile attuazione, e quanto sia complicato scalfire sistemi di potere che si reggono su consolidati scambi politici di natura clientelare e sull'intreccio incestuoso tra affari privati e amministrazione della res pubblica: il tutto, purtroppo, in un quadro di scarsa partecipazione politica e, in generale, di un non particolarmente diffuso senso civico.


Restiamo tuttavia convinti, pero', che per superare esempi di cattiva politica e di cattiva amministrazione come quello raccontato non siano sufficienti le invettive e le prese di posizione di coloro che si candidano alle elezioni per contribuire al bene della polis o le azioni delle magistrature ordinaria e contabile, a cui pure ci riserviamo di segnalare il caso in esame, ma sia necessaria la condanna morale da parte di coloro che ambiscono ancora a definirsi cittadini onesti e perbene.


Massimo Macchi, Elio Fovanna, Piera Magistris